Editoriale di Giugno 2021

Osare la fiducia

di Mari Valentini












“Viandante non c’è via, la via si fa con l’andare” (Antonio Machado)


Questo numero di Rizoma vuole guardare al futuro, riaffidarsi a nuovi orizzonti dell’esistente. La fiducia è un auspicio collettivo che ci sospinge verso questa nuova estate con un rinnovato desiderio di vita, di ritmi e quotidianità sepolte dal fardello di solitudini a cui ci ha costretto l’ultimo anno. La parola ha origini greche e sanscrite e significa corda, legame, salto ad un patto con gli altri, felicità di un focolare simbolico e nuovamente condivisibile. Vuol dire anche uscire dal limbo chiuso e costrittivo degli ultimi vissuti per scoprire il lato oscuro della fedeltà, incontrare il destino dell’insicurezza, esporci nuovamente all’incognita dei nostri percorsi interrotti, correre verso nuove aperture colorate di ignoto, cercare i fragili ponti delle nostre grandi possibilità di cambiamento. Ci attende uno slancio pulsante che vuole dimenticare il pericolo e pensarci guariti. Una trama collettiva da ricostruire: di relazioni, di contatti e vicinanze in tutti gli ambiti della nostra esistenza sociale ed interiore. Tornare a Scuola, a Teatro, al Cinema ne sono stati un esempio: una preziosa linfa vitale e il rivivere gli incontri di tutti i giorni sono riapparsi come  atti di indimenticata poesia. Mai come nelle ultime settimane ci ha incalzato la felicità di respirare le varie espressioni artistiche e le manifestazioni della vita pubblica con intatto stupore, come un fluido riappropriarci della nostra dimensione più ardita e solidale. Allora proprio come la radice da cui prende il nome la nostra pubblicazione periodica ed il fiore di loto che nasce dal fango per aprirsi radioso allo spazio ed alla luce, gli interventi di questo nuovo appuntamento editoriale estivo spaziano dal tema della fiducia nell’Altro, che è costretto alla sottrazione del contatto in tempi pandemici, a quella dell’incognita nell’esperienza psicoterapeutica, da quella di tramandare le proprie radici ai propri figli come atto di fede transgenerazionale a quello dello scambio fiducioso dell’insegnare a scuola come espressione di rinnovati sorrisi possibili. Ogni strada ci invita ad un percorso, ogni sentiero implica direzioni sconosciute.

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