Fede e illusione

di Eva Passeri


Il progresso, pur essendo una spinta propulsiva verso il cambiamento, non è sempre sinonimo di perfezionamento. A volte dietro a brillanti e sfarzosi grattacieli si nasconono delle stanze vuote e sterili, dentro alle quali non ci sono persone ma soltanto ingranaggi di un enorme macchinario, spettatori assenti di una realtà che rincorrono senza mai essere in grado di raggiungerla. Una corsa sfrenata a perdifiato dietro al progresso.
Questo lo ha ben capito l’artista indonesiana Dolorosa Sinaga, che partendo da questo concetto, ha cercato di trasmettere la duplice visione del futuro nella sua opera “Fede e illusione”. La suggestiva installazione si trova all’interno del Parco sculture del Chianti, un singolare museo a cielo aperto (per questo, perfetto da visitare anche in tempi di Covid, con tutta la famiglia) che permette allo spettatore di immergersi in un bosco di querce e seguire il sentiero oppure lasciarsi guidare dal proprio istinto. Non vi è un modo giusto o sbagliato di visitarlo, anzi lo spettatore ha un’assoluta libertà. Il Parco sculture è un’area naturale dove numerosi artisti, provenienti da ogni parte del mondo, hanno cercato di integrare arte contemporanea e natura, realizzando pezzi unici in grado di collocarsi perfettamente nel territorio toscano ma allo stesso tempo capaci di trasportare chi guarda in una dimensione riflessiva e introspettiva. Ogni opera è perfettamente collocata ed ha un suo preciso messaggio da trasmettere, rendendo così il Parco sculture una vera e propria piazza dove esporre infinite idee sotto una chiave contemporanea e accattivante.
In particolar modo, l’installazione realizzata da Dolorosa Sinaga, da sempre interessata al ruolo della donna immersa nella società odierna, rappresenta al centro una figura femminile, schiacciata dai grattacieli in ferro che le svettano ai lati in continua costruzione, mascherando così  la piccolezza dell’uomo di fronte ai bisogni reali della vita umana. Il corpo della donna sembra svuotato, con il collo chino quasi a simboleggiare una resa, mentre lo sguardo dello spettatore è subito catturato dalle costruzioni laterali che opprimono la figura.
“I poveri diventano sempre più poveri, pur rimanendo testimoni tristi di un progresso inarrestabile”; in questa frase sembra racchiudersi il messaggio che quest’opera, Fede e Illusione, vuole lanciare all’osservatore. Il titolo della scultura non poteva essere più indicativo, poiché mette in prima posizione la fede, come una grande bussola che indica la via, subito seguita dalla forte opposizione dell’illusione, di un sogno utopistico. La donna, senza avere dei lineamenti precisi, rappresenta, in una visione più globale, la perdita dell’orientamento che avvolge qualunque essere umano quando la fede di un futuro migliore si spegne e rimane unicamente l’amara illusione di quello che sarebbe potuto essere e in realtà non è.

Per info, visitare il sito www.chiantisculpturepark.it

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