La fiducia, ingrediente contro l’isolamento

di Daniele Giovannini

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Come si fa a trovare la forza per ribaltare una situazione disperata? A cosa può appellarsi un essere umano quando tutto sembra torbido, oscuro e illeggibile?
Helen Keller, una scrittrice statunitense, attivista e insegnante sordo-cieca dall’età di 19 anni, nel suo libro “Optimism” del 1903 suggerisce di seguire la via della fiducia per combattere l’isolamento, per combattere il disprezzo e sottolinea come nulla può essere raggiunto e compiuto senza speranza o fiducia.
La lettura che dà la Keller del concetto di fiducia è da considerarsi come un atteggiamento globale nei confronti della vita: come il motore consente ad un’auto di mettersi in moto e avanzare, allo stesso modo la fiducia consente ad un essere vivente di andare avanti, di credere nel futuro, di procedere con ottimismo.
Cosa ne sarebbe dell’umanità se non possedessimo questo valore? Cosa sarebbe l’uomo se non avesse mai sperimentato cosa significa avere fiducia in qualcosa, nei suoi simili, in qualcuno? Helen Keller è l’esempio di una donna costretta, fin dalla giovinezza, a vivere una situazione di isolamento dal mondo che la circondava e grazie al suo atteggiamento nei confronti della vita, grazie alla fiducia nel futuro e nella comunità, con la quale condivideva la quotidianità, ha potuto rialzarsi e trovare la forza per vivere una vita a colori.
La scrittrice nel suo testo fa riferimento alla solitudine nella quale si sentiva costretta a vivere, una solitudine opprimente, che la faceva sentire esclusa, emarginata, abbandonata. Eppure, in quello status di isolamento, accettò il suo posto nel mondo e si affidò a un Potere superiore con la purezza di una bambina, credendo che Egli lavorava attraverso le sue mani e prevaleva attraverso il suo Essere.
Credeva assolutamente in quel Potere e questa ferma fiducia che alimentava ogni giorno dentro di sé le ha salvato la vita.
L’assenza di fiducia genera isolamento, pregiudizi, superbia e rende gli esseri umani animali selvaggi, superficiali. Fa credere di possedere in sé stessi tutta la verità e la saggezza, rendendoci insensibili e indifferenti.
La fiducia è l’ingrediente per distruggere le barriere dell’ignoranza e per consentire un intercambio costante e produttivo tra gli esseri umani: senza fiducia si è esseri soli, coltivandola si è esseri vivi.

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