Ali senza piume

di Cesare Dapiaggi

Per 32 anni, lavorando per una linea aerea internazionale, ho indossato una divisa, elegante, senza fronzoli, quasi invisibile. Il suo colore blu una volta indossato, mi portava automaticamente in altri luoghi fuori dal mio. La cravatta nera simbolo di rispetto dei pionieri del volo caduti in battaglia, si adagiava sulla camicia bianca quasi a voler sdrammatizzare il tutto; quei tempi erano terminati ma quel nodo doveva ricordarlo, anche se non ne capivo bene il motivo.
Ho viaggiato in ogni continente o quasi, indossando un simbolo, su aerei modernissimi e dotati di ogni comfort, incontrando culture differenti e gente straniera (anche nella mia stessa casa). Per tanti anni  mi sono lasciato semplicemente trasportare in altri luoghi, mi sono lasciato andare al divertimento tra fatti e persone, senza chiedermi minimamente quale fosse il senso di tutto quell’andare e tornare, ma “solo” godendone il privilegio. Anni dopo la Maestra di Yoga mi equiparava ad un Ghandarva nel mondo Indu o Ghandabba nella tradizione Buddhista, divinità di seconda classe (secondo la gerarchia delle divinità) che si trasferiva continuamente in territori diversi al servizio di Dei maggiori. Grazie a quel confronto e al suo significato ho potuto ricostruire le visioni, gli accadimenti, il mio procedere con fiducia nei posti dell’anima che hanno lasciato in me ricordi indelebili. Parlo di fiducia poiché non ho mai dubitato che quella era l’unica vita che volevo, e non perché lo avessi sempre saputo; doveva andare cosi! Forse come per quei pionieri di cui  indossavo il simbolo.
Ciò che mi spingeva a continuare senza cercare alternative, era insito nel mio essere, nella curiosità come nella ete di avventura che portava la mia adrenalina a raggiungere livelli oltre la guardia. Quel che porto ancor oggi sulla pelle nel bene e nel male, è frutto dell’esperienza fatta e scopo stesso della mia evoluzione, come ho potuto constatare nel percorso che ancor oggi domina la mia vita; quello yoga inteso come viatico alla conoscenza di sè. Dopo una vita trascorsa ad esplorare fuori arriva per tutti, fatidico, il momento di esplorare dentro, senza una meta da raggiungere a tutti i costi, solo la curiosità di comprendere: “chi” viaggiava in lungo e in largo, qual era il suo nome, cosa voleva capire, perché questa fiducia nell’altro?

Un commento

  1. A volte il senso di ciò che siamo e facciamo ci sembra apparire improvvisamente. Ma è semplicemente il risultato derivante da quel primo ed illuminante passo che abbiamo fatto verso la conoscenza di noi stessi.. tenacia, pazienza, ispirazione e fede.. doti riassunte nel muschio che appunto ricopre la testa e le vesti del Buddha..
    È un viaggio straordinario la vita.. ed è tutto racchiuso il quel piccolo primo passo…

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